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«La divinizzazione non ha nulla a che vedere con l’auto-deificazione dell’uomo. Al contrario la divinizzazione ci custodisce dalla tentazione primordiale di voler essere come Dio (cfr. Gen 3,5). Ciò che Cristo è per natura, noi lo diventiamo per grazia. Attraverso l’opera della redenzione, Dio non solo ha restaurato la nostra dignità umana, come immagine di Dio, ma Colui che ci ha creati in modo meraviglioso ci ha resi partecipi, in modo ancor più mirabile, della sua natura divina (cfr. 2Pt 1,4)».
Leone XIV, In unitate fidei, Lettera apostolica nel 1700° anniversario del Concilio di Nicea
«Chi, sulla terra, non ha ancora imparato a incontrare le persone come tali, può trovare una grande e supplementare difficoltà a comprendere su quale piano egli sia chiamato a vivere dalla fede nella risurrezione. Da questo nasce la necessità dell’uomo di convertirsi dal mondo degli oggetti all’orizzonte dei soggetti».
Francesco Rossi de Gasperis sj (1926-2024)
«È in un sussurro l’incontro»
(Paola Caridi, Elegia per Gaza)
Non troveremo più, dinanzi a quel mare infelice
di Gaza, là dove un giorno volava l’aquilone bianco,
quel bambino che sognava nel volo
l’angelo dell’amore. È tempo crudele,
il nostro, quando il cielo non fa più luce,
ma scaglia ordigni di morte ovunque
sulla vita offesa di civili innocenti:
palestinesi, libanesi, iraniani, sudanesi,
congolesi, ucraini.
Sono loro i sudari bianchi
che non faranno dimenticare il più fosco inverno
della nostra storia.
Eppure, è bianco anche il telo che mostra
l’Angelo che sussurra la nostra salvezza:
“È risorto, non è qui, come vi aveva detto” (Mt 28,1-5).
Ed è proprio qui, Signore Risorto,
che vorremmo scrivere più forte la tua Parola
ad illuminare quei sudari bianchi dimenticati,
per custodire i segni del tuo amore,
per seminare ancora desideri e nuovi cieli di fraternità.
Carmelo Mezzasalma
Auguri di Pasqua di Risurrezione 2026
dalla Comunità di San Leolino
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